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| Il Siglario degli errori del prof. Menza era originariamente concepito per avere modifiche e adattamenti. Passo dunque a proporre alla vostra attenzione le modifiche che ho apportato all'inizio dell'anno scorso nella versione del Siglario che ho distribuito ai miei studenti (a Bergamo).
Alcuni
Il Siglario degli errori del prof. Menza era originariamente concepito per avere modifiche e adattamenti. Passo dunque a proporre alla vostra attenzione le modifiche che ho apportato all'inizio dell'anno scorso nella versione del Siglario che ho distribuito ai miei studenti (a Bergamo).
Alcuni cambiamenti derivano da questioni geografiche: alcuni casi particolari classificati dal Siglario, pensati, credo, per il contesto linguistico-territoriale di Catania, possono comodamente, a mio avviso, rientrare nei rispettivi casi generali. Altri derivano da mancanza di rigore mio. Altri ancora sono quelli più problematici di tutti: quelli che derivano dalla commistione tra teorie anche molto diverse tra loro - e che io, in quanto supplente, non posso abbandonare. (Colgo l'occasione per rilanciare la domanda iniziale di questa sezione che è rimasta senza risposta: che ne sarà dei miei studenti ecc?)
Bando alle ciance: ecco l'elenco.
sezione 2 intanto, per motivi di ruffianaggine, ho ribattezzato questa sezione "Qualità testuali" piuttosto che "Relativi a coerenza e coesione" Ho aggiunto:
TIPO elemento o parte di testo non accettabile nella tipologia testuale che si sta eseguendo. CONCLU 1. la conclusione del componimento introduce o lascia spunti non approfonditi. 2. conclusione anticipata da glosse del tipo concludo dicendo, in conclusione o simili.
sezione 3 ho tolto PRONREL: le sue occorrenze vengono classificate come CONCO o, più spesso, come PROFORMA ERR. (anche se non so se tecnicamente il pronome relativo possa rientrarci.)
sezione 3.2 ho tolto ANTEC facendolo rientrare in ANA. Cosa che comunque quest'anno ho deciso di non fare. ho unificato PRO e pro in un'unica sigla, che ho chiamato PRO. Ero perfettamente consapevole del diverso ruolo dei due elementi nell'albero, ma poiché non potevo fare grammatica generativa, non mi era sembrato il caso di sottilizzare; pessima idea: i miei studenti hanno capito solo quando ho reintrodotto la distinzione in corso d'anno. Quest'anno dunque li metterò entrambi; mi lascia perplesso solo un fatto: tutte le sigle sono in maiuscolo, tranne pro; vorrei trovare il modo di eliminare questa anomalia, ma chiamarli PROP e PROG mi sembra un po' ridicolo.
sezione 3.5 ELENCO gli elementi di una serie ordinata non sono correttamente coordinati tra loro. STILE 1. procedimento stilistico o retorico voluto ma poco efficace. 2. sintassi complicata da strutture nidificate analoghe tra loro. Si tratta quasi sempre di forme non decisamente agrammaticali, ma che producono un effetto fastidioso nella lettura. Es. Io non conoscevo nessuno perché i miei compagni delle medie sono andati a T. perché preferivano essere più vicini.
sezione 3.6 ho tolto sia ACCPROP sia E SIA/E NE'
ho aggiunto anche una sezione 3.8 Segmentazione SEGMEN 1. Abuso dello stile segmentato 2. Frase segmentata non adeguatamente segnalata da punteggiatura. TEMASOSP frase a tema sospeso.
sezione 4 Ho tolto POICHE', ESXPERES, ESSO. Non ho avuto occasione di usarli neanche una volta in tutto l'anno.
Ho aggiunto: TS 1. termine di linguaggio tecnico o specialistico usato nel suo significato comune in contesto tecnico 2. perifrasi in luogo di un termine tecnico richiesto PLEON pleonasmo lessicale. Fra queste forme, alcune (a me mi, ma però) sono tollerate (e non da tutti) nella lingua parlata.
sezione 5 Ho tolto TITOLO, METALING, APICI: non sono altrettanto rigoroso. Se necessario, classifico eventuali occorrenze di questi errori come FORMATO o SOTTOLIN.
Ho aggiunto SILLABE nell’andare a capo, una parola è scissa in un modo che non rispecchia la divisione in sillabe.
sezione 6 Ho aggiunto: PUNTINI abuso dei puntini sospensivi. I tre puntini sospensivi servono a segnalare il fatto che una frase non ha struttura completa. Naturalmente, nelle tipologie testuali richieste a scuola le frasi devono sempre avere una struttura completa, e l’uso dei puntini va limitato a casi molto particolari: quello in cui si riportano discorsi o scritti altrui; quello in cui la conclusione della frase è lasciata al lettore, perché nota o facilmente inferibile: Tanto va la gatta al lardo... Nelle frasi a struttura completa, invece, i puntini si possono usare per evidenziare un’autocorrezione: Ho incontrato Luigi... voglio dire Matteo. Si sanzionano invece: 1. usi che si discostano da quelli descritti. 2. numero di puntini diverso da tre. ESCL/INTERR 1. Presenza di punto interrogativo o esclamativo in proposizioni interrogative o esclamative indirette. 2. Assenza del punto interrogativo in frasi interrogative dirette (l’assenza del punto esclamativo, invece, non è sanzionata). 3. Uso improprio di una sequenza di punti esclamativi e interrogativi insieme. Tale sequenza (che in un registro sorvegliato andrebbe comunque evitata) serve a dare alla frase un particolare tono interrogativo originato da incredulità o stupore.
Aspetto i commenti di tutt*, ma in paritoclare del prof. Menza |