Generazione Generativa. Linguistica teorica e applicazioni didattiche

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a testa o argomento ?
view post Posted on 9/11/2008, 18:37Quote
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pinkor

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 14:48


prof finalmente ho trovato dove chiedere questa cosa

Alcuni giorni fa, durante una lezione, era sorto il dubbio su come si riconosce se la a sia testa o argomento...lei aveva detto che in futuro lo spiegava. Però, io non voglio aspettare :P e mi stavo chiedendo se poteva spiegarmelo qui.
 
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view post Posted on 9/11/2008, 23:08Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/11/2009, 16:04


Innanzitutto ti ringrazio per la tua impazienza, che mi riempie di entusiasmo.
Prima di risponderti ricordo il problema, che tu, in realtà, non descrivi qui in modo abbastanza chiaro da permettere anche ad altri di capire di cosa stiamo discutendo (insomma, hai fatto un bell'errore INFO :-) ).
Ecco la questione. In una frase c'è un sintagma preposizionale la cui testa è la preposizione a. Qualcosa come a casa, a Maria, alla stazione e sim.
Vogliamo dimostrare che è davvero la preposizione a a reggere ciò che la segue e non il contrario. Vogliamo, cioè, dimostrare che a è la testa dei sintagmi a casa, a Maria, alla stazione. Il che equivale a dire che casa, Maria e la stazione non sono testa nel sintagma che li contiene.
Andiamo adesso al procedimento.

1) per definizione, nel modello X-barra, la testa X° di un sintagma SX è l'unico lessema o morfema che non è contenuto contemporaneamente anche in un altro sintagma distinto da SX e racchiuso in SX.

2) La testa non è un sintagma, ma un lessema singolo. Specificatori, complementi e aggiunti, invece, sono necessariamente sintagmi (di una o più parole).

(corollario) la testa può essere sostituito da un morfema singolo (di uguale categoria) o da una parola singola, ma non da un sintagma. I complementi, invece, possono essere sostituiti da altri sintagmi equivalenti.

3) la testa è in grado di modificare il significato del complemento; il contrario non è possibile. Ad es., il verbo, testa del sintagma verbale, assegna il ruolo tematico ai propri argomenti. Se il verbo cambia, può cambiare radicalmente anche il significato che, nell'evento riferito, tali argomenti hanno, passando da agente a esperiente a paziente (es. Mario legge vs. Mario uccide il gatto vs. Mario riceve un pugno).

4) la testa determina la sintassi esterna dell'intero sintagma. Ciò vuol dire, ad es., che se la testa del sintagma è un sostantivo, l'intero sintagma deve poter ricorrere negli stessi contesti in cui un pronome o un nome proprio è in grado di ricorrere da solo. Ad es., in I tre cari amici ungheresi che ho conosciuto tre giorni fa, la testa è il sostantivo amici (alcuni dicono l'articolo, che però considerano un pronome, e quindi è lo stesso che sto per dire) e infatti l'intero sintagma può essere sostituito da un pronome come loro in qualunque contesto:
I tre cari amici ungheresi che ho conosciuto tre giorni fa sono partiti oggi
loro sono partiti oggi
vado con i tre cari amici ungheresi che ho conosciuto tre giorni fa
vado con loro
ecc.

... Caro Mario, perché non completi tu la dimostrazione? (l'invito, ovviamente, è rivolto anche ad altri lettori del forum).
Ciao

 
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view post Posted on 11/11/2008, 18:43Quote
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pinkor

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 14:48


QUINDI se la testa è in grado di modificare il significato del complemento basta provare a sostituire la prEposizione a con un'altra prEposizione

es: Luca donò il regalo a Maria
es: Luca donò il regalo di Maria

Si nota che cambiando la proposizione a ,che indica un complemento di termine, con la proposizione di ,che indica un complemento di specificazione, l'intero significato del periodo cambia.
Però, la frase è malformata perchè manca un argomento del verbo (errore di straarg) .




Buona serata prof. grazie per la spiegazione :-) ) scusi per il mio errore di info!!! Sono felice DI AVERLA riempita di entusiasmo.

prepoposizione !!!!!!!!! :woot:

Edited by cmario93 - 12/11/2008, 17:33
 
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view post Posted on 12/11/2008, 15:58Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/12/2009, 10:53


Finalmente sono riuscito a capirlo pure io !!! grazie per questa spiegazione professore :D :D

P.S = (Forse non mi ha riconosciuto dal mio nick ma sono Musumarra :P :P

Questa e' la mia firma


Io sono Karashy
Yzuma


CLICCATE QUI!!!!!!!
http://s2.bitefight.it/c.php?uid=77858





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view post Posted on 12/11/2008, 17:49Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/11/2009, 16:04


Sarebbe meglio usare delle parentesi quadre per indicare i sintagmi (sono insiemi e sottoinsiemi di parole):

[[LUCA]SN [donò [il REGALO]SN [a [MARIA]SN]SP]SV]F

Per dimostrare che quelli racchiusi da parentesi sono realmente sintagmi si può provare a sostituire ognuno con una proforma adeguata.

I SN possono essere sostituiti da lui, lei, lo.
Gli SP possono, a volte, essere sostituiti da gli, le, loro.

a Maria può essere sostituito da le.
Maria da sola può essere sostituita da lei:

Luca LE donò un regalo
Luca donò un regalo a LEI.



 
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view post Posted on 12/11/2008, 18:33Quote
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pinkor

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 14:48


a già ecco cosa dovevo dimostrare !!!
 
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view post Posted on 24/9/2009, 17:25Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/11/2009, 22:46


salvomenza ha scritto:
CITAZIONE
Se il verbo cambia, può cambiare radicalmente anche il significato che, nell'evento riferito, tali argomenti hanno, passando da agente a esperiente a paziente (es. Mario legge vs. Mario uccide il gatto vs. Mario riceve un pugno).

Da questo dovrei dedurre che in "Mario legge" il soggetto "Mario" è esperiente e non agente?
Hm... interessante sul piano semantico.

Mi fa venire in mente il famoso problema del non-lettore di Calvino.
 
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view post Posted on 26/9/2009, 09:00Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/11/2009, 16:04


esatto.
Non ricordo la storia di Calvino... non costringermi a cercarla su google, raccontamela, dai.

 
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view post Posted on 6/11/2009, 08:47Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/11/2009, 22:46


CITAZIONE (salvomenza @ 26/9/2009, 09:00)
esatto.
Non ricordo la storia di Calvino... non costringermi a cercarla su google, raccontamela, dai.

Scusami, ero convinto di aver risposto. Tra l'altro ho forumlato la cosa così male che, anche ammesso che tu l'abbia cercata, c'era ben poco da trovare.

Allora. In Se una notte d'inverno un viaggiatore, il protagonista non ha un nome: il romanzo è scritto in seconda persona. Non è un errore: è proprio scritto col protagonista 'tu': "Stai per cominciare a leggere il nuovo libro...". Per poterlo chiamare, i critici lo chiamano convenzionalmente 'il Lettore'. Cosa che immagino facesse un mondo di piacere a Calvino, perché evidentemente il lettore (empirico) del libro era chiamato a immedesimarsi con questo personaggio chiamato il Lettore.
Per simmetria, anche agli altri personaggi che invece hanno regolarmente un nome, è stata assegnata una qualifica simile: la protagonista femminile è la Lettrice (vero nome, se non ricordo male, Ludmilla) e il rivale in amore il non-Lettore (il vero nome esiste, ma non me lo ricordo). Questa designazione di non-lettore per questo personaggio (che nel libro non viene mai chiamato così, viene chiamato solo col suo nome - la designazione se l'è inventata qualche critico) è giustificata dal fatto che questo personaggio si sforza metodicamente di non leggere. Non solo di non leggere libri: proprio di non leggere per niente, neanche i cartelli stradali, neanche le insegne dei negozi quando ci passa vicino. E per far questo deve fare uno sforzo enorme, rieducando sé stesso per anni, perché una volta che sei davanti a un messaggio scritto sei meccanicamente, quasi senza bisogno della volontà, portato a decodificarlo.

Mi ci ha fatto pensare semplicemente il fatto che, secondo la classificazione che segui tu, chi legge non fa un'azione, ma semmai esperisce. Sono comunque abbastanza sicuro di aver letto qualche libro di grammatica che, presentando l'elenco dei ruoli tematici del soggetto, dà proprio l'esempio di 'Mario legge' come caso in cui il soggetto compie l'azione.
 
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8 replies since 9/11/2008, 18:37
 
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